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 proposta sulla collina Riduci

Sullo schema di regolamento e sull'idea di rilanciare la promozione e la valorizzazione della collina abbiamo avanzato una proposta precisa:

innanzitutto abbandonare l'idea e la denominazione di Parco, che è legata ad un intervento mirato a livello territoriale, su un'area molto definita ed è uno strumento assai poco dinamico;

fondare un'istituzione che si occupi della valorizzazione e della fruizione di tutti i siti culturali di Paternò, estendendo quindi il raggio d'azione in modo completo alle Salinelle, al fiume Simeto, ...


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 collina storica: idee confuse e inopportune. Riduci

La giunta passa al consiglio un regolamento, che esce dall'assessorato all'urbanistica, per istituire un parco archeologico-monumentale naturalistico della collina storica, ma poichè le leggi regionali non consentono in realtà di istituire un parco a tutti gli effetti decide di considerarlo un'istituzione del comune. 

Grande confusione, quindi, perchè si istituisce un parco che invece è un'istituzione, ma ha il regolamento di un parco. A cosa servirebbe? A promuovere la cultura, difendere il territorio ed i monumenti. Come? Istituendo un vincolo su un'area rigidamente perimetrata. Addirittura prevedendo orari di apertura e chiusura.

Immaginare questa organizzazione per la collina storica è incredibile, perchè si tratta di un'area che è già ampiamente vissuta dai residenti e di cui dobbiamo augurarci piuttosto che aumenti la vitalità.


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 25 giugno 2009 Riduci

Finalmente inizia una nuova seduta di consiglio comunale, e quindi c'è spazio per proporre mozioni, interrogazioni, interpellanze.
Ne ho proposte 4. Innanzitutto una sul termovalorizzatore. Infatti spetta al sindaco ed alla giunta deliberare l'opposizione al bando che la regione ha già approvato, per la costruzione del termovalorizzatore di contrada Cannizzola, su cui più volte la città si è espressa in modo chiaro, esprimendo la propria contrarietà all'individuazione del sito, e le proprie perplessità sull'opportunità di costruire un termovalorizzatore, sulla base di un piano dei rifiuti ampiamente sorpassato dai tempi, dalle innovazioni tecnologiche, dalle possibilità di differenziazione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.
Su questa base ho proposto al consiglio una mozione che impegni il sidaco a provvedere all'opposizione. Tutte le forze consiliari hanno aderito alla mozione e l'hanno votata, dimostrando il consenso generale sul tema, ben al di là della logica degli schieramenti politici.

IL TESTO DELLA MOZIONE


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 l'eterno presente Riduci

Il programma triennale delle opere pubbliche è una foto abbastanza fedele della capacità amministrativa di una giunta comunale, ed anche delle prospettive presenti e future di una città. Infatti quello approvato dalla giunta e trasmesso al consiglio comunale mostra la totale inefficienza della giunta Failla nel 2008 e la mancanza di prospettiva per il futuro.
Cominciamo con qualche piccolo esempio.  La relazione dell'anno scorso diceva che per il 2009 si sarebbero previste 19 opere, per l'importo di €62.150.000, e nel 2010 prevedeva 11 opere per €15.250.000.
La nuova relazione prevede per il 2009 56 opere per €76.471 (credo manchino tre zeri per un semplice refuso), e per il 2010 €56.500.000. Cosa significa? che in realtà non c'è nessuna programmazione, e di anno in anno si scrivono cifre abbastanza casualmente, come dimostra la sproporzione tra numero di opere e importo per quest'anno.
L'anno scorso la relazione si concludeva con le importanti opere programmate per il 2009:

 

Realizzazione 2° lotto strada esterna collegante l'A.S.I. con la superstrada Catania-Paternò;

 Realizzazione parco delle Salinelle;
 Realizzazione del Parco Archeologico Pietralunga S.Marco;
 Realizzazione dell'Oasi del Simeto.
 

Vi prego adesso di leggere con attenzione le opere di maggior rilievo che sono programmate per il 2010, secondo la relazione di quest'anno:

 Realizzazione 2° lotto strada esterna collegante l'A.S.I. con la superstrada Catania-Paternò;

 Realizzazione parco delle Salinelle;

 Realizzazione del Parco Archeologico Pietralunga S.Marco;
 Realizzazione dell'Oasi del Simeto.
 E' il futuro che non arriva o il passato che stenta a lasciarci?
 

 


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 piscina? Riduci

La giunta finalmente ha cambiato idea. Si è persuasa che l'affidamento all'azienda idrica della gestione della piscina comunale era un'idea insensata, difficile da sostenere sul piano amministrativo e per nulla conveniente sul piano finanziario, per non parlare delle riserve sulla qualità del servizio che avremmo offerto ai cittadini paternesi. Così ha predisposto gli atti per fare quanto gli veniva consigliato non solo dai consiglieri comunali, ma anche da molti cittadini di buon senso, cioè stipulare una convenzione con la Federazione Italiana Nuoto per una gestione integrata. Una gestione che salvaguardi la destinazione "pubblica" dell'impianto senza costare alla comunità cifre esagerate. La previsione è che l'iscrizione alla piscina costi 30 € a persona, e 5o € costi poi l'abbonamento settimanale per due turni a settimana.

La Federazione italiana nuoto si occuperà della manitenzione ordinaria, della sorveglianza, ed anche dell'organizzazione di attività sportive a livello agonistico.

Dispiace ancora una volta notare che per prendere una buona decisione il sindaco abbia impiegato mesi, e questa incapacità ha prodotto spese per il nostro comune e disservizi per i cittadini.


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 tagli Riduci

Il consiglio comunale, nella seduta del 24 marzo, ha votato finalmente all'unanimità una mozione che recepisce le nostre proposte  e traccia un percorso concreto per arrivare alla riduzione delle bollette.

Il consiglio era iniziato, giovedì scorso, con la presentazione di due mozioni contrapposte: quella della maggioranza prevedeva solo la richiesta dell'apertura del front office dell'ato più giorni la settimana, mentre la nostra (a firma Mangano, Campisano e Palumbo) una serie di misure per ridurre le bollette (ne trovate il testo nella home page, nel blog).

Nella seduta del 24 siamo giunti ad una mozione unitaria, con la quale le nostre proposte sono state accettate integralmente, ecco il testo, più avanti lo commenteremo.


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 amministrazione senza cemento Riduci

La vicenda del piano costruttivo proposto nell'area adiacente la chiesa del Santo Spirito deve essere ricostruito facendo un passo indietro, per cercare di capirne i vari passaggi.
La ditta Cedro costruzioni ottiene dalla regione il finanziamento per la realizzazione di circa 90 alloggi di edilizia convenzionata (cioè la regione finanzierà i mutui dei futuri proprietari degli alloggi, come avviene normalmente per l'edilizia della Zona Ardizzone); chiede quindi al comune che gli assegni l'ultima area rimasta disponibile nella zona Ardizzone, cioè quella che si trova appunto dietro via dei Platani, vicino alla chiesa del Santo Spirito. Questa richiesta viene fatta sulla scorta della normativa che prevede per il comune l'obbligo di assegnare un'area, prioritariamente in una zona P.E.E.P. (come si hciama per l'appunto la zona ardizzone), poi in zona di espansione, e poi comunque in qualunque zona, fosse anche una zona non edificabile secondo il vigente Piano Regolatore. 
Quell'ultima area residua in zona ardizzone, però, è destinata, secondo il piano in vigore, a verde attrezzato o ad attrezzature di quartiere, non è quindi edificabile. Il comune non risponde tempestivamente alla richiesta della ditta, finchè un commissario, nominato su rischiesta della stessa, non lo sollecita a provvedere, altrimenti agirà egli stesso in sostituzione.
A questo punto la delibera inizia il suo iter, arriva in consiglio comunale il ......., ed il consiglio la boccia. La maggioranza motiva questa bocciatura con l'impatto che avrebbe la costruzione di 90 alloggi su quella zona. Secondo i consiglieri di maggioranza ed il sindaco, la realizzazione del piano costruttivo deturperebbe quel quartiere rendendolo ancora più invivibile.
In quell'occasione noi ci asteniamo perchè riteniamo che l'amministrazione avrebbe dovuto condurre la questione in altro modo, cioè discutendo con la ditta in modo chiaro ed aperto su come si potesse giungere alla realizzazione di un piano di costruzione il cui impatto fosse attenuato, anche attraverso la realizzazione di opere pubbliche che la stessa ditta si dichiarava disponibile a realizzare a spese proprie.
Il passaggio più strano di questa storia avviene quando, pochi giorni dopo la bocciatura della variante in consiglio, l'amministrazione vara un piano triennale delle opere pubbliche che prevede, nella stessa area, un "centro commerciale". Questo centro fa' misteriosamente il suo ingresso tra le opere pubbliche addirittura nel primo anno (quindi nel 2008). Ed è uno strano inserimento per almeno due motivi: a poche centinaia di metri è già prevista una zona commerciale; i centri commerciali non rientrano proprio tra le opere che possono essere considerate "pubbliche". Si aggiunge l'evidente contraddizione di chi considera 90 alloggi eccessivi per l'equilibrio del quartiere, e poi crede tollerabile la nascita di un centro commerciale.
Una nuova puntata di questa interminabile storia la scrive la magistratura amministrativa. Infatti il T.A.R. accetta il ricorso della ditta contro la delibera del consiglio comunale, per difetto di motivazione. Così la delibera torna in consiglio, e siamo a questi giorni. L'amministrazione ribadisce i motivi già esposti, cioè che il piano costruttivo non deve essere realizzato perchè stravolgerebbe la zona ardizzone.

Ma la ditta ha diritto ad avere assegnata un'area, quindi noi chiediamo dove, secondo l'amministrazione, andrebbe assegnata. Le alternative, nell'ordine, sono la zona di espansione e le zone agricole. Il sindaco sostiene che si potrebbe dare l'area in zona d'espansione. Siamo assolutamente contrari, perchè in quella zona i cittadini hanno acquistato lotti di terreno pensando di costruire case singole. In definitiva poi un intervento con palazzi di 7 piani sarebbe molto più grave e deturpante in zona agricola che nella zona ardizzone.
Perciò io dichiaro che mi sembra inevitabile votare si a questa delibera, ma i consiglieri della maggioranza non sono pronti a difendere la scelta del sindaco, e in pochi si presentano al consiglio comunale. Il numero legale manca, e la seduta salta. La questione del piano costruttivo è ancora aperta, il comportamento dell'amministrazione e della maggioranza ha rivelato una totale mancanza di solidità sui problemi importanti, ma anche una assoluta incapacità di proporre soluzioni di alto livello sui temi dello sviluppo e della qualità della vita.


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 chi difenderà i cittadini Riduci

Eletto nella seduta di ieri notte (17 novembre) il difensore civico: è l'avvocato Giuseppe Fallica. Ha già rivestito questa carica nei 5 anni scorsi, ma probabilmente nessun cittadino paternese se ne era accorto.
Il bilancino della politica paternese ha assegnato questo posto a Forza Italia, e nessuno ha avuto il coraggio di dire all'avv. Fallica, amichevolmente, che aveva spiccato per la sua assenza e inefficacia. Così tutti (TUTTI) i consiglieri, lo hanno votato, in obbedienza al sindaco, o a chi dà gli ordini a nome suo.
In quattro abbiamo votato l'avv. Achille Palermo unico altro candidato.
La scelta della maggioranza è molto grave per almeno due motivi:
facendo diventare la carica del difensore civico uno dei tanti posti di sottogoverno da spartire hanno dimostrato ai cittadini di non avere nessun interesse che le istituzioni funzionino, i diritti siano difesi, perchè l'interesse dell'equilibrio del potere conta più delle responsabilità dell'amministrazione;

confermando un difensore civico che si è distinto per l'inefficienza, hanno detto ai cittadini che non c'è nessuna valutazione di merito e capacità nelle scelte di questa amministrazione. Un piccolo gruppo di persone tiene ben stretti i propri privilegi e si difende con tenacia. Stupisce l'asservimento di tutti quelli che vengono tenuti sulla soglia delle stanze del potere, ma continuano ad esserne strumenti, e preferiscono questo posto piuttosto che il coraggio di una scelta, autonoma davvero.

 


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 cambiare idea Riduci

Poco più di un mese fa il consiglio comunale si è espresso in merito alla grave crisi dell'a.t.o., con due mozioni, una proposta dall'opposizione ed una dalla maggioranza. La nostra mozione era abbastanza chiara, perchè si soffermava sulle cause della crisi, ma avanzava anche delle proposte. Il punto di partenza era che la gestione spartitoria aveva generato dirigenze non all'altezza della situazione (parlavamo dell'a.t.o. come "isola dei famosi" della politica paternese) e che bisognava interrompere subito questo circuito perverso, con le dimissioni del presidente Castelli e del c.d.a.. La maggioranza sostenne allora che abbandonare la gestione dell'a.t.o. ad un commissario era un atto irresponsabile, che significava fare un favore politico a Raffaele Lombardo e danneggiare i cittadini.
Venerdì sera invece un improvviso cambiamento di idee, e la maggioranza boccia la proposta delle tariffe della spazzature dicendo a Castelli di dimettersi e dichiarare addirittura il fallimento dell'a.t.o.. Da cosa sia motivato questo improvviso cambiamento di idee, non viene spiegato dal capogruppo Venora. Cosa c'è di nuovo rispetto ad un mese fa? Niente, siamo all'ennesima dimostrazione dell'incapacità  di questa classe dirigente di affrontare i problemi, prima ancora che di risolverli.
E' molto indicativo il fatto che la maggioranza è riuscita a malapena a mantenere il numero legale per la validità della seduta, cioè 12 consiglieri (sui loro quasi 27). Segno chiaro della difficoltà di gestire responsabilità difficili come quelle che riguardano la spazzatura.

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 spazzatura 2008 Riduci

La seduta del 2 ottobre si è aperta con una relazione del sindaco, che non ha prodotto nessun dato nuovo sulla crisi in atto. Il contenuto del suo intervento si può sintetizzare in questi punti:
1- La situazione attuale è il frutto di una serie di atti sbagliati da parte degli amministratori dell'a.t.o., segnalati con una posizione critica da parte dello stesso sindaco fino alla clamorosa protesta "delle mutande";
2- La mancanza di liquidità è dovuta essenzialmente all'evasione che a Paternò supera il 50%;
3-L'opposizione è colpevole perchè doveva parlare prima, e non adesso;
4-L'opposizione è soprattutto colpevole perchè la realizzazione del termovalorizzatore avrebbe risolto il problema;
5-Il professore Castelli è un'eroe per avere accettato l'incarico di presidente dell'a.t.o.

 

La mediocrità di queste argomentazioni è drammatica. Abbiamo risposto cercando di dimostrarlo, in sintesi:
L'evasione non è motivata tanto dall'innata propensione dei paternesi ad evadere le tasse, quanto dalla progressiva ed evidente degenerazione dell'amministrazioen dell'a.t.o. Infatti la percentuale di evasione è cresciuta molto negli anni, in coincidenza del fatto che le bollette crescevano esponenzialmente, il servizio non migliorava, le tariffe sono diventate sempre più difficili da comprendere perchè alle bollette ordinarie si sono sovrapposti i conguagli, l'amministrazione dell'a.t.o. è diventata chiaramente uan merce di scambio politico, senza nessuna preoccupazione per le competenze e le capacità. 
Già dopo la protesta "mutandata" del sindaco abbiamo fatto notare che non era credibile finchè proprio Castelli, indicato e sostenuto da Failla, sedeva nel consiglio d'amministrazione dell'a.t.o.. adesso il sindaco attribuisce a quella gestione le colpe della crisi e contemporaneamente vota addirittura Castelli presidente, e sostiene l'introduzione di un altro paternese nel consiglio d'amministrazione, l'avv. Fallica.
L'opposizione, già a maggio, aveva fatto delle proposte chiare sull'a.t.o., e certamente non è da attibuire al merito dell'opposizione che il termovalorizzatore di Paternò non sia stato realizzato, in primo luogo perchè nessun altro termovalorizzatore è stato costruito in Sicilia, dove peraltro l'opposizione è ben poco forte, come si sa, ma soprattutto non è certo merito nè colpa dell'opposizione paternese se il termovalorizzatore è stato pensato in una zona assolutamente inadeguata.
Ma le parole del sindaco spiegano la crisi della spazzatura e la sua gravità: la politica esercitata senza il senso della responsabilità produce ed aggrava la distanza tra istituzione e cittadini, testimonia di una concezione del governo priva di prospettiva, in cui i problemi vengono sempre scaricati su qualcun altro, e l'unico obiettivo da raggiungere è il vantaggio personale.
Ecco l'emergenza, politica e democratica, di cui la spazzatura è solo la spia, occasionale, ma la cui portata è ben più grave.


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 consiglio il 2 settembre Riduci

I primi 9 punti del consiglio comunale convocato per il 2 settembre riguardano le surroghe dei consiglieri Aiosa, Ciancitto e Ciancio, passati ad altri incarichi.
i punti più importanti invece riguardano l'approvazione di due regolamenti, cioè quello che riguarda il commercio sulle aree pubbliche e quello riguardante l'istituto del difensore civico.
un altro punto rilevante sarà lo Statuto dell'A.t.o., cioè il nuovo modello di statuto in applicazione al decreto del presidente Lombardo.

Su quest'ultimo punto ci dovrebbe essere il voto contrario unanime del consiglio, poichè, come abbiamo detto anche in precedenza (vedi pag. occhio su ), il decreto in questione non farà che aggravare la crisi "rifiuti" attuale, caricando ancora di più sui comuni il peso finanziario della cattiva gestione precedente.


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 Moifiche allo statuto dell'A.M.A.: scelta inutile e sbagliata Riduci

La scelta di modificare lo statuto dell'A.M.A. rappresenta, una volta tanto,un atto chiaro da parte dell'amministrazione. Vi sono infatti due motivazioni ben chiare dietro questa azione, una di ordine politico, l'altra amministrativo. Dal punto di vista amministrativo la modifica dello statuto rappresenta il primo passo per tentare di assegnare i servizi attualmente gestiti dal comune all'azienda. 
Molti di questi servizi possono essere gestiti in economia o tramite affidamenti a terzi. Se il comune decide di affidarli invece ad una propria azienda non incoraggia e sostiene l'imprenditoria locale. In pratica, perchè non stimolare, per l'affidamento della piscina, risorse professionali e finanziarie locali? E lo stesso per la gestione del verde. 
Dal punto di vista politico, la scelta compiuta ha significati ancora più gravi, a mio parere. Perchè non è supportata da nessuna motivazione di carattere economico, cioè la giunta non ha dimostrato che la gestione tramite A.M.A. renderà i servizi più efficienti ed economici, permetterà semplicemente ai politici di avere il controllo sulla loro gestione. 
Questo è l'elemento di maggiore gravità, perchè dietro tutta questa vicenda c'è la chiara preoccupazione da parte dell'amministrazione in carica  di mantenere spazi di ingerenza diretta su più materie possibile, perchè la sopravvivenza politica dei suoi componenti non si basa sulla qualità dell'amministrazione, ma sulla possibilità di gestire rapporto diretto con i cittadini, di natura più o meno clientelare.
Infine, queste modifiche si riveleranno inutili perchè, come i consiglieri dell'opposizione hanno dimostrato più volte, i provvedimenti di legge nazionale più recenti impediscono ormai di procedere agli affidamenti diretti a società controllate, tranne che in occasioni molto eccezionali. 
Il risultato dell'ottusa tenacia dell'amministrazione Failla sarà quindi quella di ritardare la soluzione di problemi importanti, come la gestione della piscina, delle pulizie dei locali comunali, del verde pubblico.

 


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 Una nuova struttura organizzativa per il comune Riduci

     I nuovi criteri di organizzazione dell'ordinamento degli uffici comunali recepiscono le trasformazioni dovute alla normativa recente, ma introducono di fatto delle grandi novità.
    La più importante riguarda certamante la struttura organizzativa. Quando i criteri verranno approvati, infatti, la giunta potrà procedere all'approvazione del regolamento, di sua specifica competenza, per modifciare definitivamente la struttura dell'ente. Il cambiamento più vistoso potrebbe essere la definitiva archiviazione delle attuali "unità operative". Esse infatti verrebbero sotituite da "Aree", cioè strutture ben più ampie, che raccolgono ambiti di intervento attualmente coperti da più unità operative. Le aree possono poi essere organizzate al proprio interno in settori, servizi ed unità operative.
    Sarà ovviamente oggetto di discussione proprio l'individuazione delle aree e le loro competenze. Per fare un esempio, questa articolazione porta ad unificare gli attuali Lavori Pubblici, Urbanistica, Sviluppo Economico, Geologia, Verde Pubblico, Traffico. Ma si potrebbe discutere sull'opportunità di accorpare lo sviluppo economico al turismo ed alla cultura. E le manutenzioni, i servizi cimiteriali, l'illuminazione, i servizi ecologici? Come organizzarli? Occorre un lavoro molto attento. Ma la rivoluzione sarà culturale, perchè all'interno delle aree si potenzia la possibilità di utilizzare il personale con flessibilità, in relazione alle competenze ed alle esigenze operative. Si potranno creare "Unità di progetto", cioè gruppi di lavoro finalizzati a realizzare uno specifico progetto, per così dire "a tempo".
Tutto questo riguarderà tutta la città, ma di certo direttamente i lavoratori del comune, sui quali la riorganizzazione potrebbe avere anche effetti sul versante economico. Infatti i compensi degli attuali capi unità operativa non intaccano il fondo generale del personale, ma con la riduzione delle aree, alcuni degli attuali capi unità operativa dovrebbero ricevere gli eventuali compensi accessori da quel fondo riducendo il budget a disposizione dei lavoratori di livello intermedio o più basso. 
    Data la delicatezza della questione, ci auguriamo che la giunta proceda coinvolgendo le organizzazioni sindacali,  avvii un percorso alla luce del sole, non al chiuso delle stanze dove prevalgono i calcoli personali o gli opportunismi "politici".


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 colonialismo Riduci

Il dott. Giovanni Catanzaro è responsabile delle società che hanno attivato a Paternò negli ultimi anni i famosi call-center, che hanno impiegato molti nostri concittadini. Una delle principali società di cui parliamo è quella denominata Lombardia Call, partecipata al 67% dalla Lutech ed al 33% dalla Lombardia Informatica. Lombardia Call ha sede a Paternò, e già questa contraddizione tra denominazione dell'azienda e sede sociale dovrebbe testimoniare di un'anomalia economica e sociale. Perchè due ditte lombarde decidono  di costituire una società con sede in provincia di Catania? Hanno individuato nel nostro paese un luogo bisognoso da aiutare? facciamo parte di una sorta di progetto di assistenza, come quelli che finanziano pozzi in Zaire o scuole in Burkina Faso? dal film "tutta la vita davanti" di Paolo Virzì
Possiamo ritenere che la società Lombardia Call trovi conveniente assumere i nostri giovani piuttosto che quelli lombardi (ha infatti dismesso le sedi lombarde in pochi anni), per ragioni prevalentemente economiche. La mancanza di lavoro infatti costringe i giovani di Paternò ad accontentarsi di stipendi più bassi, insomma è la logica di qualunque azienda che si localizza in un'area economicamente depresa per produrre ricchezza e servizi per un'area più sviluppata.
Fin qui, è la società in cui viviamo. Ma quale esigenza spinge il nostro sindaco a conferire al Dott. Catanzaro la cittadinanza onoraria? La gratitudine che i poveri devono al ricco benefattore? Ecco lo spirito da colonia terzomondiale che anima i nostri amministratori. Gli sfugge che esistono molti altri uomini e donne che con le proprie capacità imprenditoriali hanno creato attività economiche di successo, creando occupazione in molti settori, e forse di qualità più elevata? Chi ha pensato di ringraziare i nostri artigiani che lottano perchè le vere risorse del notro territorio acquisicano un valore?
Personalmente, proverei davvero vergogna ad essere cittadino di una città che si arrende così platealmente ad un destino di declino e sudditanza.   

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 pulizie molto straordinarie Riduci

      L'ultima finanziaria varata dal parlamento ha introdotto una norma sulla stabilizzazione dei lavoratori precari, imponendo agli enti locali di non utilizzare più lavoratori con contratti a tempo determinato per servizi stabili. Per il comune di Paternò questo significa non potere più assumere pulizieri trimestrali, ma dovere assumerne stabilmente un numero suffficiente.
 A questo punto la fantasia della nostra giunta si sbizzarisce e cominciano gli atti fuori da ogni logica. Infatti il sindaco decide che il servizio di pulizia dei locali comunali possa essere affidato alla già famosa A.M.A., divenuta una vera ossessione della giunta. Ma questo non è affatto facile, e occorre anche verificare se sia legittimo. Così, mentre il sindaco cerca di capire se questa idea sia realizzabile, scadono i contratti per i trimestrali già assunti, ed occorre temporaneamente assumerne altri. Questi lavoratori trimestrali sono da sempre stati selezionati con una graduatoria aggiornata di volta in volta con cadenza annuale. Invece questa volta L'amministrazione non rinnova la graduatoria, pur essendo già trascorso l'anno, e continua a scorrerla. Effetto: i lavoratori con maggiore titolo (cioè disoccupati da molto tempo, con famiglia più numerosa a carico) non vengono richiamati, ed altri con minore titolo lavoreranno.
   Failla riesce ad andare contro i diritti delle fascie deboli, contro il buon senso dell'amministrazione, ed ancora una volta, accecato dall'ossessione dell'azienda idrica, intraprende una strada senza uscita che porta al blocco di un servizio ed alla perdita di tempo utile per affrontare con efficacia questo problema. Sarebbe consigliabile un bagno d'umiltà, a questa giunta, ma la piscina, come si sa, non è disponibile, e per il mare non è ancora stagione.
 


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 interrogazioni consiliari Riduci

Due interrogazioni nella seduta del 29 settembre:

a proposito  dei problemi finanziari,  chiediamo al sindaco di sapere come il nostro comune si attivi per reperire fondi europei, statali o regionali. Molti comuni utilizzano queste modalità per realizzare  iniziative di ogni tipo, e Paternò? Il testo dell'interrogazione.

a proposito dell'emergenza rifiuti, chediamo al sindaco di riferire in consiglio sulla crisi, spiegando come intende affrontarla il comune, e perchè Paternò resta sepolta dalla spazzatura anche quando gli altri comuni invece vengono ripuliti.


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 Ancora bollette Riduci

Quando l'A.T.O. ha inviato le bollette  con cui pretendeva il conguaglio  della tariffa  per gli anni 2004 e 2005 abbiamo segnalato l'ingiustizia del provvedimento, ma anche, insieme agli amministratori del PD di tutti i comuni dell'A.T.O. e alla C.G.I.L., la sua irregolarità formale.
La commissione tributaria provinciale ha dato ragione al ricorso promosso da alcuni cittadini assistiti proprio dalla C.G.I.L. e da altre associazioni di difesa dei consumatori, dichiarando illeggittima la procedura seguita dall'A.T.O. nell'imposizione della tariffa. Come avevamo segnalato, infatti (vedi pagina emergenza rifiuti...) la competenza dell'imposizione della tariffa è dei consigli comunali, e non dell'A.T.O..
  Per correre ai ripari la SimetoAmbiente ha inviato a tutti i consigli comunali la richiesta di approvazione della determinazione delle tariffe, così come individuata dalla stessa società.
Noi voteremo contro. Perchè riteniamo ingiusto che lo stesso consiglio di amministrazione che ha portato la SimetoAmbiente ad avere un buco di decine di milioni di euro invochi adesso il senso di responsabilità dei cittadini e dei consigli comunali, senza prima dimostrare uguale senso di responsabilità dimettendosi.
L'unica cosa giusta da fare sarebbe stata chiedere alla regione di ripianare il debito del triennio precedente e non farlo gravare sugli stessi contribuenti che hanno già pagato il tributo in precedenza.
Tra l'altro il sindaco Failla, all'assemblea dei soci appositamente convocata, ha votato contro l'approvazione del bilancio consuntivo 2006, atto di protesta molto forte. Non sarebbe affatto comprensibile che i consiglieri adesso votassero una determinazione delle tariffe che in sostanza si base anche sui dati di quel bilancio.


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 Speciale bilancio Riduci

Una pagina dedicata allo speciale Bilancio di previsione 2008


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 Azienda idrica a tutti i costi Riduci

Arriva in consiglio una delibera fortemente voluta dalla giunta comunale, che riguarda l'A.M.A. (ex Azienda Idrica). Il tema è lo stesso, attorno al quale l'amministrazione Failla ruota da mesi, ormai, cioè il trasferimento all'azienda di molti servizi di competenza comunale. In pratica la giunta vorrebbe fare in modo che fosse l'azienda municipalizzata, e non più il comune, ad occuparsi di cose come il verde pubblico, la gestione degli impianti sportivi, la riscossione dei tributi, le strisce blu, le pulizie dei locali comunali, etc... 
Per ottenere questo obiettivo l'amministrazione propone di mofdificare lo statuto dell'A.M.A.. Ma questa proposta suscita molte perplessità:
quale vantaggio ne avrebbe l'ente comunale?
quale sarebbe il destino di centinaia di dipendenti che si occupano attualmente di quei servizi?
l'A.M.A. sarebbe davvero in grado di gestire tutto quanto?
I presunti vantaggi dell'ente dovrebbero derivare dal fatto che l'A.M.A. è una socetà per azioni, quindi dovrebbe gestire i servizi con criteri "privatistici", teoricamente più efficienti ed economici. Solo teoricamente, però, perchè l'A.M.A. non avrebbe la possibilità, rispetto al comune, di realizzare economie di scala, o risparmi di alcun tipo. A meno che si voglia sostenere che i servizi adesso costano di più perchè sono gestiti male dall'amministrazione o dai Capi Unità Operativa del comune, ma in questo caso la soluzione sarebbe molto più semplice.
Sul destino dei dipendenti, la giunta non ha detto niente, non possiamo quindi sapere se intende tarsferirli all'azienda o mantenerli, pur senza avere più nulla da fargli fare.

Quali competenze ha l'A.M.A. per gestire questi nuovi servizi? Nessuna. Finora si è sempre occupata di gestione delle acque, e niente altro.
L'ipotesi più probabile, alla fine, è che tutto questo nasca da due esigenze:
1-Non dismettere un organismo che tra poco, con il passaggio delle competenze della distribuzione idrica al'A.T.O. acque, non avrebbe più senso, e però rappresenta una "merce" politica interessante, con poltrone e annessi.
2-Potere gestire servizi, risorse economiche, assunzioni, senza i controlli e la trasparenza che un'amministrazione pubblica impone.


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