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dalla prefettura Riduci

Abbiamo chiesto, come amministratori locali del PD, un incontro con il funzionario della prefettura che sta seguendo la vicenda rifiuti, il dott. Sinesio. Nel corso dell'incontro abbiamo rappresentato la gravità della situazione che le bollette arrivate in questi giorni stanno creando. Gli abbiamo chiesto un impegno forte per ridurre l'impatto sociale che le bollette possono creare, anche a commercianti ed artigiani, ed abbiamo ricevuto la rassicurazione che la prefettura costringerà l'a.t.o. d accelerare una procedura di concordato con il consorzio Simco che avrà l'effetto di abbassare immediatamente le bollette in ogni comune.

 

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spesi male Riduci

L'a.t.o. è sempre a corto di soldi, ma nel dicembre 2006 ha ricevuto

9.674.434 dalla regione-per ripianare i debiti pregressi, nella misura del 75%


Fino a dicembre 2007


Circa 45.000.000 di euro anticipati dai comuni

a cosa sono serviti questi soldi?

2006 ==>  più di 280.000 euro in prestazioni professionali e consulenze

2007 ==> circa 260.000 euro in prestazioni professionali e consulenze


2007 ==> 379.748 euro. Il compenso del consiglio di amministrazione (composto ancora da 9 membri)



 

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bollette 2009 Riduci

2008- l'a.t.o. non ha soldi per pagare le ditte che svolgono il servizio di raccolta. I comuni sborsano somme ingenti (il comune di Paternò 1,5 milione di euro in totale nell'anno), che l'a.t.o. incassa come prestiti, cioè con la promessa di restituirle. In quell'occasione propongo al sindaco di utilizzare quelle somme per sgravare dalla parte di tariffa "variabile" per i cittadini di Paternò, per abbassare le tariffe. Il sindaco afferma che non è possibile, e lo stesso sostengono i suoi consiglieri.

Il comune di Mascalucia ha invece adottato questa soluzione con un effetto positivo sulle bollette dei suoi cittadini.

2009-l'a.t.o. è di nuovo senza soldi, i comuni non ne hanno più da anticipare, li anticipa la Montepaschi. Il presidente Castelli è fiero di questa soluzione, non dice che in cambio la Montepaschi chiede al prefetto, ed ottiene, di anticipare le scadenze delle bollette al mese di aprile, e non più a settembre-ottobre come accadeva in precedenza
Le bollette che arrivano adesso contengono il conguaglio del 2007 e la tariffa iniziale del 2008, le spese continuano a salire anche grazie agli interessi sui prestiti che l'a.t.o. continua a fare fin dalla gestione Galvagno.
Nel frattempo alla regione si discute una legge di riforma di tutto il sistema dei rifiuti, che, per quanto riguarda le bollette, prevede che la regione restituisca agli a.t.o. 90 milioni di euro di i.v.a. sulle tariffe (il pd aveva proposto che restituisse per intero i 250 milioni incassati, ma Lombardo si è rifiutato). Ma questa legge, approvata dalla commissione, non andrà in aula prima di maggio. Nel frattempo?

Operativamente, in questo momento, la cosa più opportuna è attendere, prima di procedere al pagamento, perchè su di esse pendono i ricorsi per l'illeggittimità procedurale e perchè continuiamo a lottare per convincere comune a provincia ad intervenire sull'a.t.o. per ridurle.

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interrogazione provinciale Riduci

Al Signor Presidente
    della Provincia Regionale di Catania
    On. Giuseppe Castiglione




Oggetto: Oggetto: interrogazione sui conguagli ATO

Premesso che:
La Provincia Regionale di Catania, detenendo il 10% delle azioni, è socio di maggioranza della Simeto Ambiente S.p.A., società che opera in esclusiva nel campo del trattamento dei rifiuti, relativamente ai comuni dell’ATO Catania 3.
Tale società d’ambito ha recentemente intrapreso il recapito delle bollette relative al pagamento dei conguagli per il servizio trattamento rifiuti.
Tralasciando l’efficacia del servizio reso, appare evidente che le somme richieste agli utenti sono, a dir poco, esagerate. Gli importi indicati ammontano infatti da diverse centinaia a qualche migliaio di euro.
Tali importi, qualora giustificati, sono in grado di compromettere il fragile bilancio di numerosissime famiglie che, specie nell’attuale contingenza di recessione globale e conseguente profonda crisi economica, arriva appena alla sussistenza.

Considerato che:
Le tariffe applicate dalla Simeto Ambiente sono da ritenersi illegittime, dato che le stesse non sono state ratificate da una conseguente Deliberazione dei Consigli Comunali.

Ritenuto che:
Per le considerazioni esposte, le somme indicate nelle bollette di conguaglio sono da ritenersi frutto di arbitrio e, qualora pagate dagli utenti, saranno soggette a essere rimborsate nel caso, assai probabile, di ricorso.
L’eventuale riscossione coattiva dei crediti vantati, con la conseguente iscrizione a ruolo, porterebbe a ingiunzioni di pagamento, fermi amministrativi, iscrizioni ipotecarie ed altre “vessazioni” a carico dei cittadini che, quasi certamente, al termine dell’iter giudiziale, avrebbero diritto al risarcimento.
Appare evidente che, in mancanza di interventi risolutori, si verrebbe a configurare un doppio danno: innanzitutto a carico dei cittadini utenti che, obtorto collo, dovranno sborsare somme ingenti, salvo poi essere rimborsati e risarciti a seguito del ricorso; in secondo luogo a carico delle amministrazioni in ragione degli oneri derivanti dalle spese legali e dai risarcimenti dovuti.

Ciò premesso considerato e ritenuto, il sottoscritto interroga la S.V. per conoscere:

Se ritiene lecito e giustificato l’operato della Simeto Ambiente S.p.A. o se intende, nella Sua qualità di Presidente dell’Ente Socio di maggioranza, adoperarsi al fine di evitare inutili disagi ai cittadini utenti e conseguenti danni alle Amministrazioni.

 
    

    Il capogruppo
    Avv. Giuseppe Furnari

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 Ragioni del fallimento Riduci

L'argomento A.T.O. è purtroppo molto vasto, e difficile affrontarlo. Aggiungiamo alcuni elementi per comprendere l'origine della grave crisi finanziaria. 
La SimetAmbiente continua a chiedere soldi ai comuni ed ai contribuenti, senza avere avviato interventi strutturali per risolvere i problemi di bilancio. 
Chiede i soldi ai comuni per potere avere liquidità immediata per pagare le ditte i cui lavoratori sono già in agitazione, ai contribuenti perchè se non dimostra di incassare determinate somme le banche si rifiutano di continuare ad erogare le somme di credito.
Gli interventi strutturali sarebbero stati: una revisione dei ruoli, per fare pagare davvero tutti, e più equamente, l'avvio immediato della raccolta differenziata, che fa risparmiare molti soldi, poichè conferire nella discarica indefferenziata costa molto di più.
Adesso il Presidente Galvagno ed il C.D.A. sostengono di avere avviato gli interventi, ma sono in carica dal 2006. Un ritardo simile basta da solo a testimoniarne l'incapacità. La cosa più naturale sarebbe che essi vengano sostituiti con una nuova dirigenza, poichè è assolutamente insolito che una ditta al fallimento non cambi il management.


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 spazzatura 2008 Riduci

La seduta del 2 ottobre si è aperta con una relazione del sindaco, che non ha prodotto nessun dato nuovo sulla crisi in atto. Il contenuto del suo intervento si può sintetizzare in questi punti:
1- La situazione attuale è il frutto di una serie di atti sbagliati da parte degli amministratori dell'a.t.o., segnalati con una posizione critica da parte dello stesso sindaco fino alla clamorosa protesta "delle mutande";
2- La mancanza di liquidità è dovuta essenzialmente all'evasione che a Paternò supera il 50%;
3-L'opposizione è colpevole perchè doveva parlare prima, e non adesso;
4-L'opposizione è soprattutto colpevole perchè la realizzazione del termovalorizzatore avrebbe risolto il problema;
5-Il professore Castelli è un'eroe per avere accettato l'incarico di presidente dell'a.t.o.

 

La mediocrità di queste argomentazioni è drammatica. Abbiamo risposto cercando di dimostrarlo, in sintesi:
L'evasione non è motivata tanto dall'innata propensione dei paternesi ad evadere le tasse, quanto dalla progressiva ed evidente degenerazione dell'amministrazioen dell'a.t.o. Infatti la percentuale di evasione è cresciuta molto negli anni, in coincidenza del fatto che le bollette crescevano esponenzialmente, il servizio non migliorava, le tariffe sono diventate sempre più difficili da comprendere perchè alle bollette ordinarie si sono sovrapposti i conguagli, l'amministrazione dell'a.t.o. è diventata chiaramente uan merce di scambio politico, senza nessuna preoccupazione per le competenze e le capacità. 
Già dopo la protesta "mutandata" del sindaco abbiamo fatto notare che non era credibile finchè proprio Castelli, indicato e sostenuto da Failla, sedeva nel consiglio d'amministrazione dell'a.t.o.. adesso il sindaco attribuisce a quella gestione le colpe della crisi e contemporaneamente vota addirittura Castelli presidente, e sostiene l'introduzione di un altro paternese nel consiglio d'amministrazione, l'avv. Fallica.
L'opposizione, già a maggio, aveva fatto delle proposte chiare sull'a.t.o., e certamente non è da attibuire al merito dell'opposizione che il termovalorizzatore di Paternò non sia stato realizzato, in primo luogo perchè nessun altro termovalorizzatore è stato costruito in Sicilia, dove peraltro l'opposizione è ben poco forte, come si sa, ma soprattutto non è certo merito nè colpa dell'opposizione paternese se il termovalorizzatore è stato pensato in una zona assolutamente inadeguata.
Ma le parole del sindaco spiegano la crisi della spazzatura e la sua gravità: la politica esercitata senza il senso della responsabilità produce ed aggrava la distanza tra istituzione e cittadini, testimonia di una concezione del governo priva di prospettiva, in cui i problemi vengono sempre scaricati su qualcun altro, e l'unico obiettivo da raggiungere è il vantaggio personale.
Ecco l'emergenza, politica e democratica, di cui la spazzatura è solo la spia, occasionale, ma la cui portata è ben più grave.


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 spazzatura 2009 Riduci

La crisi che si manifesta circa ogni mese, che trasforma Paternò in una mega-discarica, è causata dalla mancanza di liquidità della simetoambiente. Accade cioè che puntualmente ogni uno-due mesi la simetoambiente non abbia soldi in cassa sufficienti per pagare le ditte che si occupano della raccolta, o la discarica cui conferiamo la spazzatura. A questo punto scattano gli scioperi ed i disagi. Creata l'emergenza, qualcuno deve dare alla simetoambiente soldi "freschi" per pagare le ditte, e finora questo qualcuno sono stati i comuni, sotto forma di anticipazioni, cioè di prestiti che un giorno la s.a. (simetoambiente) dovrebbe restituire.

Chiunque può capire che il problema da risolvere è la mancanza di liquidità della società. Da cosa dipende? Come si può risolvere? L'a.t.o. 3 ha dimostrato da anni di non riuscire a fare quadrare i conti, poichè non riesce a coprire con le entrate delle riscossioni le spese che deve sostenere. Sia durante la gestione Galvagno che durante quella Castelli l'a.t.o. ha accresciuto il proprio indebitamento in modo spaventoso, ricorrendo alle banche ed ai comuni.

Tra pochi giorni verranno emesse le nuove bollette ed i cittadini si vedranno recapitare tariffe per giunta aumentate rispetto a quelle degli anni precedenti. E' facilmente prevedibile che il tasso di evasione sarà molto alto, sia perchè le tariffe sono oggettivamente abbastanza alte, sia perchè i cittadini-contribuenti hanno ben frsche le immagini di un totale disservizio, che non merita certamente di essere pagato profumatamente.

La soluzione, dispiace dirlo, è abbastanza semplice, e dispiace dirlo perchè si corre il rischio di sembrare degli esperti da strapazzo che con 4 parole pensano di risolvere problemi complicati. Invece la soluzione è semplice, perchè ce l'hanno confermato le due testimonianze di Belice Ambiente e Kalat Ambiente che abbiamo ascoltato sabato pomeriggio a Paternò: raccolta differenziata che può partire in pochi mesi ed abbattere i costi sia per l'a.t.o. che per i cittadini, formazione degli operatori e dei cittadini per rendere efficace la differenziazione e una nuova visione dei rifiuti come risorsa.

Intanto, i vertici dell'a.t.o. non hanno fatto niente per fare decollare la Simeto Ambiente, quindi l'emergenza si ripresenterà probabilmente fra tre mesi, cioè quando si esaurirà la nuova scorta di denaro liquido che proviene dall'anticipazione della Montepaschi e dal quel poco che pagheranno i cittadini. Nel frattempo si aspetta la riforma, che Lombardo, nonostante i tanti proclami, non è riuscito a realizzare e si sta sbloccando adesso solo perchè il Partito Democratico ha collaborato concretamente e l'M.P.A. ha trovato il coraggio di abbandonare le logiche di schieramento. Ma la riforma non produce soldi e non azzera i ritardi che abbiamo accumulato. Essenziale è iniziare, subito, con raccolta differenziata e razionalizzazione della riscossione che tenga conto delle difficoltà anche economiche che le nostre cittadinanze stanno vivendo.


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 cosa è l'a.t.o. e la "SimetoAmbiente" Riduci


    Il “decreto Ronchi” è la legge italiana che recepisce le normative europee in materia di rifiuti e difesa dell’ambiente. Tra le misure previste nel decreto c’è la creazione degli Ambiti Territoriali Ottimali, cioè l’individuazione di aree, non coincidenti con i territorii dei comuni, che abbiano caratteristiche adeguate ad una gestione comune di tutto il ciclo dei rifiuti, dalla raccolta allo smaltimento.
Gli A.T.O. quindi nascono per semplificare la gestione del problema rifiuti, creando anche ottimizzazione dei costi. Ma in Sicilia tutto viene interpretato in modo anomalo, e gli A.T.O. diventano soprattutto occasioni di occupazione di spazi da parte del potere politico. Infatti vengono individuati ben 27 A.T.O., un numero del tutto ingiustificato in rapporto alle esigenza territoriali. Sarebbe ragionevole pensare che un A.T.O. potrebbe comprendere anche più provincie limitrofe, se piccole, e che 5 A.T.O. per la provincia di Catania sono decisamente tanti.
Il problema dell’A.T.O. 3 (quello cui appartiene Paternò), si inserisce quindi in un quadro già distorto, ma assume proporzioni macroscopiche del tutto proprie. Infatti occorre subito precisare che anche in Sicilia esistono degli A.T.O. che hanno dato risultati positivi, tra tutti quello del calatino.
La Provincia Regionale di Catania e i comuni dell'a.t.o. 3 hanno costituito una società per azioni, (lo statuto) per realizzare le finalità che la legge ha assegnato agli a.t.o..
La Simetoambiente, quindi, è una società per azioni, i cui soci sono i comuni dell'a.t.o., sono loro a nominare il consiglio di amministrazione (vedi box a destra), che è normalmente il frutto di accordi politici.

 


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 Proposte sulla conduzione dell'A.T.O. Riduci

L'A.T.O. Catania 3, che deve occuparsi della raccolta dei rifiuti nel comune di Paternò ed in altri 17 della nostra provincia (per  informazioni più precise si può consultare il sito www.simetoambiente.it), versa in una grave crisi finanziaria. Per potere assicurare il pagamento delle somme dovute alle ditte che si occupano della raccolta nei diversi comuni, l'A.T.O. negli anni scorsi ha dovuto ricorrere all'apertura di credito delle banche o alle anticipazioni dei comuni. In pratica, quando mancavano le somme per i pagamenti, l'A.T.O. le ha pretese dai comuni come anticipazioni per e somme da versare negli anni successivi. Naturalmente queste somme non sono state  e non saranno restituite, ma nel frattempo sono state sottratte dai bilanci comunali.
 Intanto i cittadini continuano a ricevere bollette carissime. Come è possibile?
Innanzitutto come funziona la nuova tariffa? la T.I.A. (tariffa di igiene ambientale), tariffa relativa alla "spazzatura", è composta da due voci, una fissa ed una variabile. Quella fissa è determinata in misura pari per tutti i contribuenti, mentre la parte variabile è determinata in base alla quantità di rifiuti che si presume un contribuente produca, tenendo conto della superficie del proprio immobile e della composizione del nucleo familiare.
La prima richiesta che avanziamo è che non sia più l'A.T.O. a determinare la tariffa della parte variabile, ma i rispettivi comuni. Per questo abbiamo avviato diverse procedure, anche legali, per chiedere che sia abrogato l'articolo dello statuto dell'A.T.O. che gli assegna la competenza nella determinazione delle tariffe.
La seconda richiesta è che l'A.T.O. sospenda subito la riscossione dei conguagli degli anni precedenti, come segnale concreto di un'attenzione verso i contribuenti.
La terza è che si proceda ad un immediato commissariamento dell'A.T.O. Catania 3.
Infine chiediamo che la regione intervenga direttamente nella vicenda sostenendo il carico finanziario, per evitare che direttamente (sotto forma di conguagli ed aumenti di tariffe) o indirettamente (a causa delle anticipazioni dei comuni, che poi devono essere ripianate con i soldi delle imposte comunali) paghino sempre gli stessi cittadini contribuenti. 
Le proposte qua riassunte sono il frutto di un lavoro svolto dal coordinamento degli amministratori e dirigenti del Partito Democratico, che proseguiranno nei prossimi le proprie iniziative.

 


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dati Riduci

questi dati sono stati raccolti nel 2008:

Consiglio d'amministrazione della Simetambiente:
Presidente- Galvagno Domenico
Vice Presidente- Giuseppe Caruso
Consigliere- Castelli Andrea

Somme già anticipate dal comune di Paternò alla Simetambiente:
6.236.637,71 euro
sei milioni di euro, esatto...

Costo della raccolta rifiuti per Paternò (anno 2006)
3.375.795 euro
Costo per compenso del c.d.a. (anno 2006):

403.684 euro
(occorre precisare che nel 2006 il c.d.a. era ancora composto da 7 membri, mentre adesso la legge ha imposto la riduzione a tre componenti.)
Compensi professionali e di lavoro autonomo (in sostanza consulenze) anno 2006:
194.880

 

 

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