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proposte-emergenza spazzatura Riduci
La recente notizia della sentenza del T.a.r. che dichiara illeggittime le bollette emesse dall'a.t.o. 3 per il 2008 conferma quanto avevamo sostenuto nei mesi scorsi, dimostrando che percorsi forzati e privi del rispetto dell'interesse collettivo non possono portare ad alcuna soluzione reale.
Adesso si apre una fase di enorme incertezza, perchè  sono stati nominati un amministratore unico, il dott. Garozzo, ed un commissario staordinario, quest'ultimo con competenza limitata all'emergenza finanziaria, dott. Pulizzi, che hanno dimostrato peraltro già di non avere affatto un rapporto di collaborazione e stima reciproca, ma piuttosto di conflitto e diffidenza, però nel frattempo c'è una legge di riforma degli a.t.o. che è ferma alla regione da almeno 6 mesi.
Il rischio è che si proceda tamponando le emergenze in attesa della legge, mentre c'è bisogno urgentemente di programmare infrastrutture mancanti nel nostro territorio, utili alla raccolta differenziata ed al riciclo, e di dare una svolta decisa al lavoro delle ditte che si occupano oggi della raccolta nei nostri comuni.
Noi chiediamo intanto che immediatamente si avvii la procedura per deliberare in consiglio comunale la tariffa del 2008 e del 2009, perchè questo significa anche avviare subito un confronto sul piano industriale dell'a.t.o., cioè sul programma di investimenti e attività che vuole realizzare nel 2009 e nel 2010.

 

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cos'è un leader Riduci

Un progetto leader, cioè un'opportunità di finanziamento per l'economia agricola e non solo. Non è una questione per addetti ai lavori, ma qualcosa che dovremmo sapere tutti.
L'Unione Europea presta molta attenzione ai percorsi che portano alla presentazione delle richieste di finanziamento, perchè capisce bene che proprio il modo in cui si arriva alla richiesta dei fondi determina la qualità della spesa e anche la reale ricaduta degli investimenti economici nella società. In questo caso, ad esempio, prima che si arrivi alla redazione dle progetto leader, nei territorii bisogna avviare un confronto tra imprenditori, associazioni (di categoria, sindacali, ma anche culturali), amministrazioni. Il confronto serve perchè il progetto finale risponda ad una idea di crescita del territorio condivisa il più possibile, che coinvolga non solo gli aspetti più semplicemente economici ma anche le prospettive e le risorse culturali e sociali. 
Per attuare questa programmazione la Sicilia ha diviso il proprio territorio in zone che ha chiamato N.A.T. . Paternò è stata inserita nel N.A.T.  chiamato Etna ovest, che comprende il territorio da Bronte a Paternò. Adesso viene la fase del confronto e della proposta. Ma il comune di Paternò non è coinvolto in questo lavoro di dialogo e di progettazione, in primo luogo perchè la giunta ormai da anni ha abbandonato ogni iniziativa di coinvolgimento delle realtà economiche. In nessuno dei progetti comunitari recenti il comune di Paternò ha assunto il ruolo di capofila, come accadeva alcuni anni fa (per essere più chiari durante l'amministrazione Ligresti). Infine il comune di Bronte si è assunto il compito di andare avanti nella progettazione Leader, e non ha più nemmeno invitato il comune di Paternò. Morale: i nostri imprenditori non potranno beneficare dei finanziamenti che potrebbero arrivare dall'Europa. 

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Text/HTML Riduci

Il sindaco Failla, con propria determina del 31/12/08, ha affidato ad un professionista esterno una consulenza "per le materie attinenti l'Urbanistica, la Viabilità applicata all'assetto urbanistico del territorio in previsione della Revisione Generale del P.R.G.." L'incaricato è l'Ing. Corda, milanese, autorevole specialista nei temi della mobilità.
Come ha fatto l'amministrazione ad individuarlo tra i tanti autorevoli specialisti italiani? Si dovrebbe chiederlo all'on. Torrisi, probabilmente, che per pimo pare abbia avuto l'idea di rivolgersi all'ing. Corda per risolvere alcuni problemi di Paternò.
Ma è molto grave che il sindaco nomini un consulente per un'attività per cui occorrerà affidare un incarico professionale, come la revisione del P.R.G., perchè il consulente deve collaborare il sindaco su materie specifiche, non redigere progetti. Quale sarà la vera funzione dell'ing. Corda, allora? Forse con gli incarichi di consulenza il sindaco pensa di evitare le procedure aperte  che la legge invece gli impone? Oppure il consulente farà da baby-sitter agli incaricati, sovrapponendosi quindi al loro lavoro?

L'unica cosa certa è che l'onorario di Corda, per i 4 mesi stabiliti dalla determina, sarà di €13.376,64.

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acqua salata Riduci
L'azienda idrica continua ad essere un nodo centrale della politica di Paternò. Da quando la seconda giunta Failla si è insediata, l'azienda è stata al centro di più o meno realizzabili progetti, di un molto concreto valzer di poltrone, per restare sostanzialmente, finora, immobile.
Adesso il tema è la confluenza dell'azienda nell'a.t.o. idrico. La legge impone che entro il 2010 l'azienda completi il processo di fusione che porterà alla creazione di ambiti territoriali più vasti per la gestione delle risorse idriche (approvvigionamenti  e fognature). A novembre l'attuale presidente dell'azienda firma un protocollo, con il quale sancisce che entro il 31 12 2008 la fusione sarà operativa.
Conseguenze: le bollette aumenteranno, il patrimonio che negli anni Paternò ha creato verrà messo a disposizione di tutti gli altri comuni senza ottenerne in cambio alcun vantaggio compensativo.
Perché questa fretta? Lo stesso presidente Laudani, che ha firmato il protocollo, esprime perplessità sull'operazione, in particolare riguardo ai tempi. Chi decide tempi e contenuti di un'operazione come questa? Ed il sindaco che è così violentemente crtico contro la gestione dell'a.t.o. rifuti, non pensa che sia opportuno agire subito, quando ancora abbiamo tutti i vestiti addosso, piuttosto che aspettare di essere ridotti  in ...?
Il fatto che nel frattempo si porta in consiglio la richiesta di affidamento all'azienda del servizio delle strisce blu sembra far capire che il piano è quello di abbandonare il servizio idrico per fare diventare l'azienda una società di servizi generica. Quale è il vantaggio?

 

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piano regolatore Riduci

La revisione del p.r.g. è una questione di fondamentale importanza. Inutile sottolineare cosa possono significare per la vita di una città  certe scelte urbanistiche. Oggi Paternò ha una zona P.E.E.P. satura (la zona ardizzone), una zona di espansione decollata a metà. La revisione dovrà tenere conto di eventuali nuove zone di espansione, di zone per il commercio e l'artigianato, di una vera rivalutazione del centro storico, che permetta di valorizzare un patrimonio immobiliare che è nelle mani dei nostri cittadini praticamente privo di valore economico, ma anche di riplasmare un tessuto viario inadeguato alle esigenze di oggi.

Da alcuni mesi circola la notizia che ad occuparsi della revisione dovrebbe essere l'ing. Erbicella, professionista noto e qualificato di Catania, che viene considerato "vicino" ad ambienti dell'ex AN (l'assessore Ciancitto, ad esempio). Ma l'incarico di cui parliamo andrà assegnato con procedura aperta, cioè con una gara tra 5 professionisti o addirittura senza limiti, in base all'importo che l'amministrazione vorrà stabilire per la parcella. Quindi conoscere l'aggiudicatario in anticipo è una cosa piuttosto strana. Negli ultimi giorni si fà insistente però il nome di un concorrente per l'ing. Erbicella, cioè il professore Corda, urbanista specializzato in mobilità. Il sindaco smentisce queste indiscrezioni ma poi si scopre che aveva chiesto agli uffici di predisporre gli atti per un incarico di consulenza in merito alla revisione del P.R.G..

In questa confusione si finisce per fare strada l'ipotesi che alla fine siano gli uffici comunali a curare la revisione.

Ed il sindaco, che deve dimostrare l'onestà e la limpidezza della sua giunta, non pensa sia importante mettere alla luce del sole quello che sta succedendo, quali sono le sue intenzioni, chi prende davvero le decisioni in questa città.

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Text/HTML Riduci
Davvero una vergogna. La maggioranza, precisamente l'on. Gabriella Carlucci, presentano un emendamento che permette a chiunque possegga opere d'arte antica o reperti archeologici, di sanare la sua posizione dichiarando il possesso dei beni. Precisamente: « i privati possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni mobili di interesse archeologico antecedenti a1476 d. C., non denunciatine consegnati a norma delle disposizioni del Codice dei Beni Culturali, ne acquisiscono la proprietà mediante comunicazione alla Soprintendenza competente per territorio». Non è prevista nessuna documentazione che attesti la provenienza del bene. D'altra parte, se aveste a casa una moneta romana o un vaso greco o un crocifisso medievale, come potreste averli ottenuti se non violando qualche norma? Quindi non c`è bisogno di attestare nulla: basta che il dichiarante «attesti il possesso o la detenzione in buona fede», e paghi un piccolo balzello per le «spese di catalogazione». da 300 a 10.000 euro. Finito qui. Una proposta uguale era già stata fatta, sempre in tempi di governo di centro destra, ma sempre bocciata anche dalla maggioranza. Perchè l'on. Carlucci continua ad ostinarsi? E le voci di tutti queli che si battono ogni giorno per il nostro patrimonio artistico si faranno sentire con forza?
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i tagli, con precisione Riduci
Sui provvedimenti che riguardano la scuola il governo diffonde ogni giorno notizie false, contando sul fatto che la maggior parte dell'opinione pubblica leggerà i resoconti giornalistici e non i testi dei documenti. Perciò vi prego di leggere il piano programmatico, che il ministro ha già presentato al parlamento ed ai sindacati, dove sono contenute delle tabelle molto chiare, con il numero dei posti che verranno tagliati, delle classi a tempo prolungato che diverranno a tempo normale (più di 4.000), il numero di scuole che perderanno l'autonomia (700) e così via. Giudicate voi.
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federalismo? per chi? Riduci

    Qualche giorno fa il ministro Calderoli ha presentato al consiglio dei ministri il disegno di legge sul federalismo fiscale. Un provvedimento di cui la Lega rivendica la paternità, anzi sul quale ha fondato la sua stessa adesione alla maggioranza di governo. Dovrebbe essere, secondo i soliti proclami giornalistici, lo strumento con il quale finalemente si attua un pieno federalismo, cioè una vera autonomia degli enti locali (comuni, province, regioni), che rispondono direttamente ai cittadini dell'uso delle risorse ottenute, cioè delle tasse pagate. 
Ma l'esito della lunga contrattazione è stato la solita legge arlecchino, in cui ognuno ha strappato qualcosa, fregandosene del bene della nazione, della efficacia della legge. 
In particolare: i leghisti ottengono una vittoria politica, ma anche una legge che prevede premi per ammnistrazioni efficienti, pesanti punizioni, sia in termini politici che economici, per le amministrazioni inefficienti. 
Alleanza Nazionale è soddisfatta dall'avere ottenuto alcuni vantaggi specifici per la città di Roma.
Raffaele Lombardo è riuscito a fare inserire un articolo sulla fiscalità di vantaggio e la possibilità per le regioni a statuto speciale di avere una quota dei ricavi dello stato delle accise sugli oli (in pratica una parte delle tasse sulla benzina). 
Ma tutta la riforma è una bruttissima legge che penalizzerà la Sicilia, nel totale disinteresse dei nostri politici, e non porterà nemmeno un vero federalismo in Italia. 
Non realizza un vero federalismo perchè è stato ridotto al minimo il principio dell'autonomia impositiva e del rapporto diretto tra entrate e territorio. Infatti per garantire la "solidarietà" tra regioni povere e ricche si istituisce un fondo di perequazione, statale. In pratica i soldi delle regioni vanno allo stato che le ridistribuisce alle regioni. L'unica novità, che avvantaggia le regioni del nord, è che questa ridistribuzione delle risorse non avverrà tenendo conto della spesa storica, cioè di quanto speso gli anni precedenti dagli enti, ma del "costo standard", cioè del costo per i servizi che viene calcolato sull'esperienza dele amministrazioni più efficienti. In sostanza questo comporterà una forte riduzione di risorse per le regioni "sprecone" del sud. Qualcosa di molto simile a quanto sta accadendo ora con la spesa sanitaria.
Penalizza ulteriormente la Sicilia perchè le due presunte vittorie di Lombardo, fiscalità di vantaggio ed entrate dai carburanti, sono concessioni virtuali, che resteranno sulla carta sia  perchè necessitano di decreti che possono essere approvati in 2 anni, ma soprattutto perchè istituiscono possibilità e non certezze. La tassa sui carburanti, ad esempio, non ha niente di federale, perchè l'accisa viene pagata in base al consumo, non in base alla quantità di petrolio estratta. Le tasse pagate dagli italiani sui carburanti non hanno alcun nesso proporzionale con la quantità di minerale estratto in Sicilia. La fiscalità di vantaggio, nel disegno di legge, consiste poi nella possibilità di sfruttare fondi europei o nazionali per favorire lo sviluppo del territorio. E la novità?
Ancora una volta occorre riconoscere ai leghisti una reale sensibilità per le esigenze del loro territorio, ai politici siciliani un misto di disinteresse e incapacità davvero preoccupante.

 

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le urgenze della scuola Riduci

Il governo ha affrontato il tema della scuola approvando un decreto legge, il 137 dell'1/9/2008. Il decreto legge è un provvedimento che ha efficacia immediata, anche se poi deve essere convertito in legge dal parlamento, e si usa quindi per le materie particolamrnte urgenti. In questo caso però nulla di quanto è scritto nel decreto è davvero urgente, nulla può avere immediata efficacia, il decreto è motivato solo dalla volontà della ministra Gelmini di avere una vetrina mediatica e far parlare di sè sui giornali. Nel contenuto, poi, i provvedimenti contenuti nel decreto non rispondono affatto ai bisogni della scuola, non incidono sulla qualità del nostro sistema educativo, anzi testimoniano bene l'approsimazione e la superficialità con cui ministro e governo si occupano di questo argomento.
L'art. 1 si occupa di "Cittadinanza e Costituzione", prevede semplicemente di effettuare azioni di sensibilizzazione e formazione sul tema di "cittadina
nza e costituzione" verso il personale scolastica. Nessuna novità didattica, nessuna introduzione dell'educazione civica, NESSUNA URGENZA.
L'art. 2, uno dei più discussi, prevede che il voto in condotta possa determinare, se inferiore a 6, la bocciatura dell'alunno. Ma, attenzione, "con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravita' del comportamento al voto insufficiente, nonchè  eventuali modalità applicative del presente articolo." Quindi, nessuna applicabilità immediata, e l'urgenza? Ci sarebbe poi molto da discutere sul fatto che lo spauracchio del 5 in condotta sia davvero una mossa utile contro il bullismo, o possa migliorare la qualità della vita soclastica.
L'art. 3 riguarda la valutazione, e introduce il voto in numeri decimali in ogni ordine di scuola. Una misura semplicemente stupida. Infatti asseconda l'esigenza del nostro mondo di fissare graduatorie, misurare, quantificare, anche se poi si tratta della mente di giovani e bambini. Gli insegnanti oggi si sforzano sempre più di valutare e competenze degli alunni, il complesso delle loro capacità intellettuali e operative. Ridurre tutto questo ad un numero è molto triste. In ogni caso, "Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti e sono stabilite eventuali ulteriori modalita' applicative del presente articolo." Anche questo articolo non è operativo, alla faccia dell'urgenza e del decreto.
L'art. 4 contiene l'ormai celebre disposizione di introduzione del maestro unico. Non voglio aggiungere nulla sull'inutilità del provvedimento, che non ha alcuna motivazione, dato che l'esperienza del modulo di insegnanti ha dato ottimi risultati migliorando ulteriormente la qualità della nostra scuola primaria, già eccellente. Ma questa novità, ha spiegato la Gelmini, entrerà in vigore l'anno prossimo. E l'urgenza?

Tutti veri problemi della scuola, quelli strutturali, quelli che riguardano l'ordinamento didattico, le troppe materie, i troppi indirizzi, la dispersione, la formazione professionali, non appaiono nè urgenti nè gravi al nostro governo. La riduzione dell'organico e di titoli sui giornali, quelli invece interessano più d'ogni cosa Gelmini & company. Nel nostro piccolo, cercheremo di insegnare ai nostri alunni come si pensa, come si impara, come si diventa cittadini, come si distinguono politici e governanti seri da buffoni.

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Manovra economica Riduci

La cosiddetta "manovra economica" è in realtà una legge che converte il decreto approvato dal governo, apportando alcune modifiche. Contiene ben 85 articoli, e si occupa degli argomenti più svariati, dalla spesa sanitaria al costo dei libri di testo, dall'expo di Milano a Roma Capitale. In questo senso infatti prosegue la pessima abitudine italiana di introdurre nelle leggi che riguardano la finanza qualunque tipo di materia, creando sovrapposizioni e confusione. L'obiettivo principale della manovra, naturalmente, è la finanza pubblica, quindi tutti gli interventi previsti sono rivolti al contenimento della spesa ed al recupero di entrate aggiuntive.

1. Indicazioni politiche. E' proprio il modo in cui si intende contenere la spesa che permette di leggere le intenzioni ed i progetti del governo. La manovra contiene l'indicazione esplicita del taglio dei posti nel settore della pubbica istruzione. Per ridurre il personale, si aumenterà il rapporto alunni-insegnante e si ridurrà del 17% il personale a.t.a.. Non è necessario commentare l'effetto di questa misura. Risparmiare sulla qualità dell'istruzione non è una soluzione per lo sviluppo di una nazione. Fin troppo facile. Ma ciò che anima il legislatore è l'idea che si debba ridurre un pò le materie insegnate (soprattutto negli istituti tecnici e professionali), chiudere qualche scuola in paesi piccoli.

2. Amministrazioni locali. Una parte consistente della manovra è dedicata alla spesa degli enti locali, in particolare voglio segnalare l'introduzione dell'obbligo per gli enti locali di fare riferimento alle conevnzioni "Consip" per le forniture di energia e servizi simili. Consip è una società per azioni del ministero dell'economia, nata per razionalizzare gli acquisti delle p.a.. In pratica la Consip stipula convenzioni o svolge gare per l'acquisizione di servizi utilizzati da tutte le amministrazioni locali, come i carburanti, l'energia, i prodotti informatici. Utilizzando il lavoro della Consip di solito le pubbliche amministrazioni possono realizzare dei risparmi. Ricordo che più volte abbiamo rimproverato il comune di Paternò di non essersi attivato per ridurre la spesa energetica, che rappresenta una voce consistente del bilancio in uscita.

continua...         

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piscina e manovra finanziaria Riduci
Continua il tormentone della piscina. Mentre si avvicina, con impressionante lentezza, il momento della consegna definitiva dell'immobile, l'amministrazione continua a dichiarare che arriva la piscinaintende affidarne la gestione all'azienda idrica. Abbiamo segnalato più volte come questa scelta sia inopportuna, e dettata evidentemente dall'esclusiva volontà di mantenere sotto il controllo dei politici la gestione di un servizio importante come quello della futura piscina. Infatti non è stata dimostrata in nessun modo una maggiore economicità della gestione "semi-pubblica" rispetto a quella medianta gara o comunque con affidamento a privati, non è stato nemmeno spiegato perchè proprio l'azienda idrica e non il comune in prima persona.
Ma a rendere l'ostinazione della giunta Failla ancora più inspiegabile arriva anche l'approvazioen della manovra finanziaria. L'articolo 23 bis della manovra finanziaria infatti parla esplicitamente dell'affidamento dei servizi locali, dicendo che si può procedere ad affidarli a società "pubbliche" soltanto se le condizioni economiche, sociali, territoriali lo rendono necessario. In ogni caso, secondo l'articolo che citiamo, l'ente che intendesse mantenere "in House" l'affidamento dovrebbe comunicarlo prima al garante della concorrenza dimostrando che la propria scelta è dovuta a condizione di necessità.
In pratica il parlamento vuole evitare che aziende pubbliche abbiano un vantaggio economico ridcendo così lo spazio all'economia libera e produttiva. Peraltro impone alle amaggioranza al lavoroziende che ricevano i servizi in affidamento ad attenersi al patto di stabilità come gli enti locali, procedere alle assunzioni di personale e all'acquisizione di beni e servizi sempre mediante procedura pubblica (cioè concorsi e gare).
La manovra economica è in discussione da settimane, e queste osservazioni sono state già poste in consiglio comunale, ma il capogruppo di Forza Italia, Daniele Venora, ha ripetutamente sorvolato sull'argomento, senza dare alcuna risposta. Quando Faila e Venora si renderanno conto che l'affidamento all'azienda idrica è una via impraticabile bisognerà ricominciare daccapo, e il giorno dell'apertura della piscina si allontenerà.  E con essa l'occasione di vedere il sindaco in costume tagliare il nastro. C'è tempo fino al 2012.

 

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tra il dire e il fare Riduci
In questi giorni sono stati diffusi i dati riguardanti l'impiego del project financing per la realizzazione di opere pubbliche in Italia. L'osservatorio nazionale partenariato pubblico privato informa di una crescita continua di questo strumento. Nel periodo gennaio-luglio di quest'anno l'importo delle opere pubbliche mandate in gara con il project financing è già cresciuto del 14% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Qusto incremento rispecchia un trend crescente che dura ormai da anni. Così come da anni il Comune di Paternò, quando si approva il piano triennale, dichiara che alcune opere saranno realizzate con la collaborazione dei privati.
Ma questo, puntualmente, non accade. Sarebbe utile ricordare che questo tipo di collaborazione, che vede il privato partecipare nella realizzazione di un'opera pubblica per poi poter occuparsi anche della sua gestione, è preferita tipicamente per gli impianti sportivi, i parcheggi, e altre opere che possono prevedere il pagamento di servizi vari.
Perchè la nostra amministrazione non ha finora saputo o voluto sfruttare l'opportunità del project financing. Probabilmente perchè questa modalità di realizzazione di un'opera pubblica richiede una notevole capacità di programmazione, non consente interventi approssimativi ed incerti.
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la finta riforma Riduci

Appena eletto il presidente Lombardo ha emanato un decreto con il quale modifica il sistema degli A.T.O. per la gestione dei rifiuti in Sicilia. La solita stampa di regime lo ha sbandierato come un provvedimento di pulizia e quasi di ravvedimento politico, poichè il numero degli a.t.o. si riduceva da 27 a 10. In pratica l'unico problema affrontato era il numero di consigli d'amministrazione.
Esaminiamo il decreto. Nessuna modifica sostanziale è introdotta nelle modalità di gestione del ciclo dei rifiuti, nell'attività concreta degli a.t.o.. La maggior parte del decreto si occupa di come nominare i consigli d'amministrazione e di come passare da una organizzazione all'altra. La politica non fa affatto un passo indietro, anzi i consigli d'amministrazione saranno composti da sindaci, quindi non verranno scelti in base alle competenze ma agli accordi di parte, mentre il personale degli a.t.o. attuali verrà trasferito a quelli nuovi. Assolutamente inspiegabile il risultato in termini di economia di scala e di efficienza.
Debiti e crediti (cioè debiti) passano alle nuove società, quindi se ne fanno carico i comuni, che sono i vecchi e nuovi soci. Risultato: la crisi è sempe lì, le sue cause strutturali semmai aggravate, da una gestione ancora più difficile, perchè deve occuparsi di ambiti territoriali più vasti, più politicizzata.

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Proposte sulla conduzione dell'A.T.O. Riduci

L'A.T.O. Catania 3, che deve occuparsi della raccolta dei rifiuti nel comune di Paternò ed in altri 17 della nostra provincia (per  informazioni più precise si può consultare il sito www.simetoambiente.it), versa in una grave crisi finanziaria. Per potere assicurare il pagamento delle somme dovute alle ditte che si occupano della raccolta nei diversi comuni, l'A.T.O. negli anni scorsi ha dovuto ricorrere all'apertura di credito delle banche o alle anticipazioni dei comuni. In pratica, quando mancavano le somme per i pagamenti, l'A.T.O. le ha pretese dai comuni come anticipazioni per e somme da versare negli anni successivi. Naturalmente queste somme non sono state  e non saranno restituite, ma nel frattempo sono state sottratte dai bilanci comunali.
 Intanto i cittadini continuano a ricevere bollette carissime. Come è possibile?
Innanzitutto come funziona la nuova tariffa? la T.I.A. (tariffa di igiene ambientale), tariffa relativa alla "spazzatura", è composta da due voci, una fissa ed una variabile. Quella fissa è determinata in misura pari per tutti i contribuenti, mentre la parte variabile è determinata in base alla quantità di rifiuti che si presume un contribuente produca, tenendo conto della superficie del proprio immobile e della composizione del nucleo familiare.
La prima richiesta che avanziamo è che non sia più l'A.T.O. a determinare la tariffa della parte variabile, ma i rispettivi comuni. Per questo abbiamo avviato diverse procedure, anche legali, per chiedere che sia abrogato l'articolo dello statuto dell'A.T.O. che gli assegna la competenza nella determinazione delle tariffe.
La seconda richiesta è che l'A.T.O. sospenda subito la riscossione dei conguagli degli anni precedenti, come segnale concreto di un'attenzione verso i contribuenti.
La terza è che si proceda ad un immediato commissariamento dell'A.T.O. Catania 3.
Infine chiediamo che la regione intervenga direttamente nella vicenda sostenendo il carico finanziario, per evitare che direttamente (sotto forma di conguagli ed aumenti di tariffe) o indirettamente (a causa delle anticipazioni dei comuni, che poi devono essere ripianate con i soldi delle imposte comunali) paghino sempre gli stessi cittadini contribuenti. 
Le proposte qua riassunte sono il frutto di un lavoro svolto dal coordinamento degli amministratori e dirigenti del Partito Democratico, che proseguiranno nei prossimi le proprie iniziative.

 

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 Battaglia aperta contro l'addizionale I.R.P.E.F. Riduci

        Il bilancio di previsione per l'anno in corso, a quanto pare, è già pronto, ma è stato realizzato tenendo conto dell'entrata derivante dal'addizionale I.R.P.EF.. Se il ritiro della delibera fosse defiitivo, andrebbe rivisto immediatamente. Ma se l'intenzione del sinaco fosse quella di ripresentare l'addzionale dopo le elezioni, questo significherebbe aspettare giugno. Intanto il comune non riesce a prendere impegni economici seri. Il vero problema è politico, il sindaco non è capace di indicare le linee alla propria maggioranza consiliare: 10 assessori non garantiscono una maggioranza di 16 consiglieri. Che valore ha allora la giunta del sindaco Failla, se si considera che nessuno di questi assessori è un tecnico, ma sono tutti stati indicati dalle forze politiche?


  

aspettando la piscina Riduci

      La piscina comunale sembra essere completa e pronta per essere utilizzata. Invece? 
Invece è completa soltanto la parte strutturale, ma non sono stati ancora acquistati gli arredi e non è stata sistemata, come si può ben vedere, l'area esterna. Eppure l'amministrazione era perfettamente a conoscenza dei tempi di realizzazione dell'opera. 
Evidentemente la programmazione non è il forte di questa amministrazione.
Ma lo scoglio più difficile da affrontare è la gestione. Il sindaco ha intenzione di affidare la gestione della piscina all'Azienda Idrica. Si tratta di una scelta molto discutibile, perchè non corrisponde nè alle esigenze della buona amministrazione nè della semplificazione o dell'economicità della gestione. Infatti sarebbe l'unica attrezzatura sportiva gestita attraverso esterni, mentre i campi da calcio e da tennis continuerebbero ad essere gestiti dal comune direttamente, inoltre non si capirebbe perchè l'azienda idrica sarebbe più qualificata di altre società. Il dubbio è che si tratti di un modo per gestire la piscina senza avere troppi legami amministrativi, infischiandosene della reale efficienza dei servizi ed anche della valorizzazione delle risorse locali...

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