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 i puntini Riduci

TERNAPO’ ;

L’eco di quel magma di maldicenze, rimbalzate inaspettatamente sulla stampa dei mesi passati, lo rintronava ancora, avendo lasciato in Illafà una ferita aperta, pronta a sanguinare dolorosamente ogni qual volta percepiva anche un semplice appunto alla “morale” della sua Giunta.
In più, in quelle settimane, il venir fuori a livello nazionale di storie di donnine, attricette e ballerine, che circondavano ormai spudoratamente il mondo della politica, l’avevano frustrato ancor di più, avendo lui stesso constatato il profondo squallore in cui si era precipitati (…e questo, pensava, non per colpa della premiata ditta Amantea & C.). Guardando la Tv, tra se e se, pensava: “ ecco gli effetti dell’emancipazione femminile…ahi bei tempi quando le donne erano dedite esclusivamente al focolare domestico…senza turbare le attività degli uomini”.
Un mattina, mentre era ancora assorto in questi pensieri, bussò alla sua porta l’Assessora Annabella, di cui tutti, oltre le belle sembianze,  avevano iniziato ad apprezzarne, nel tempo, l’impegno e la dedizione con cui affrontava le problematiche del mondo della scuola, che le era stato delegato. Quando Illafà vide Annabella, era ancora immerso nelle sue angosce e subito pensò:”e se in questo clima di gossip…venisse coinvolta anche la mia Giunta, scambiando questa qua, malignamente, per una velina?...non posso attendere un nuovo colpo…”. L’incontro con Annabella durò pochi minuti, e mentre lei parlava minuziosamente, nella testa di Illafà, che ascoltava silente, veniva già decisa impietosamente la revoca dell’incarico all’incolpevole Annabella. Ma con chi sostituirla? Questo era il nuovo problema. La soluzione non tardò ad arrivare, quando la stessa Annabella, lasciata la stanza di Illafà e avendolo visto assorto e preoccupato senza spiegarsi il perché, si sventurò a mandargli un SMS di incoraggiamento, com’è d’uso oggi anche tra colleghi. Così scrisse: “ S M I L E ;) “.
Illafà che nel suo essere fedele alla tradizione era così poco avezzo al quel tipo di comunicazione, quando lesse il messaggio SMS sussultò: “ e che minchia è S M I L E punto e virgola?...”, si fermò un poco….e poi urlò: “ma siiiii!!! Puntoevirgola…l’assessore sarà Puntoevirgola…chi meglio di lui potrà sostituire Annabella come assessore alla Pubblica Istruzione?…Certamente il Sig. Puntoevirgola è la persona adatta e con il suo savoir faire…saprà anche mettere i punti sulle i…in questa politica becera e ciarliera”.
Ottenuto il benestare del Partito (che in realtà nutriva qualche perplessità sull’adeguatezza di Puntoevirgola con il mondo della Pubblica Istruzione…non foss’altro per il poco brillante curriculum che aveva caratterizzato i suoi studi scolastici), Illafà nominò nuovo assessore alla Pubblica Istruzione il Sig. Puntoevirgola, invitandolo a presentarsi subito al Gran Consiglio per illustrare gli indirizzi programmatici della sua attività.
Puntoevirgola, sebbene fosse ormai, a parere di tanti, un politico navigato, non aveva grande simpatia per i discorsi pubblici…figuriamoci se nel Gran Consiglio, dove peraltro erano presenti anche quei saputelli dell’opposizione troskista. Puntoevirgola la sera prima della presentazione al Gran Consiglio era nervosissimo e non era riuscito a mettere giù neanche due parole di quello che sarebbe dovuto essere il suo discorso. Passò tutta la notte passeggiando nervosamente in casa, quando entrando nella stanza del figlio, inciampò sugli innumerevoli giocattoli disseminati e cadde con la faccia su un libro del bimbo…ripresosi dalla botta, ancora a terra con la faccia spiaccicata sul libro aperto, non potè fare a meno di leggere quelle quattro righe che il caso aveva voluto gli capitassero proprio sotto gli occhi…lesse, rilesse, si alzò felice gridando:”ho trovato grazie madunnuzzabedda (classica espressione sudtirolese)!!!!”.
    Così la sera del Gran Consiglio tra l’attesa generale di consiglieri, stampa e cittadini (che per la curiosità erano accorsi), con enfasi Puntoevirgola esordì:
“Illustrissimi Consiglieri, Eccellentissimo Sig. Sindaco, Carissimi concittadini e concittadine
c’era una volta un “I” senza il puntino:
gliel’aveva soffiato via
un vento sventato,
scambiandolo per un cappellino.
Rimasto così
senza testa,
che male ci resta quel povero “I”
davanti ai suoi fratelli e ai suoi cugini,
tutti ricconi e pieni di puntini.
Ma una matita rossa
che passava di là
gli regalò un puntino di fuoco,
rosso come una mela,
così bello e fiammante
che tutta la parentela
per la gelosia
ci fece una malattia.”
Finito il discorso, letto tutto d’un fiato da Puntoevirgola, i consiglieri della maggioranza subito si issarono in piedi avvolgendo in un lungo applauso il neo Assessore. Pure la minoranza, colpita dal quel metaforico discorso (in cui quel puntino rosso…fu subito letto come un’apertura alle larghe intese) si alzò in piedi e applaudì. Nella foga generale nessuno notò tra il pubblico quel vecchio insegnante di lettere, ormai in pensione, che urlando a squarcia gola, non ebbe tuttavia la possibilità, per lo scrosciare degli applausi, di denunciare pubblicamete la beffa del discorso dell’Assessore, per il grave plagio di cui, già dal suo esordio, si era macchiato Puntoevirgola, spacciando per parole sue quella che in realtà era una delle più belle filastrocche di Rodari, che il figlio di Puntoevirgola leggeva la sera prima di andare a letto. Il Corrispondente da Ternapò

 


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 febbraio Riduci

A TERNAPO’ NEANCHE S.BARBARA CI PUO’

 L’approvazione da parte del Gran Consiglio del progetto di “scudo spaziale” per la protezione d’a Turri di Ternapò era certamente la più grande vittoria politica del sindaco Illafà. Tuttavia quella notte, malgrado la grande soddisfazione per la memorabile decisione, Illafà non riusciva a prendere sonno. Tutto quel MAGMA di ‘ngiurie e dicerie, che continuavano a investire la tranquilla Ternapò, lo turbavano.
Effettivamente, meditava nel silenzio notturno, quei dialoghi intercettati, tra il suo collaboratore Carmiluzzu e la premiata Ditta Amantea & C., ponevano per Ternapò un problema:
polpolemico (non non è esatto),
mormortale (neanche questo era il termine giusto),
etetilico (proprio no!).
Malgrado gli sforzi non riusciva a trovare il “nome” giusto a quello che in animo suo sentiva e rimaneva come una questione irrisolta per la sua Ternapò.
Si alzò dal letto infastidito, accese la luce e la prima cosa che lo colpì fu una piccola immaginetta di S. Giuseppe da Copertino (che dall’epoca dei suoi studi era stato il suo protettore), quindi esclamò: è un problema S P I R I T U A L E!!!!

eh si.la scoperta vulnerabilità d’a Turri di Ternapò ponevano certamente un problema spirituale (come non averci pensato prima)!!!!

Fu così che l’indomani si determino ad andare dal suo “curato”, tale Don Abbondio (che nulla aveva a che fare con quel suo omonimo reso famoso per la sua pavidità).

Il Don Abbondio di Ternapò era un uomo tutto d’un pezzocon idee chiare e rigorose. Era arrivato a Ternapò, guarda caso, nello stesso periodo dell’elezione a sindaco di Illafà e sebbene inizialmente tra i due non ci fu grande simpatia dopo un po’ si ritrovarono uniti.
Infatti, c’era stato a Ternapò un tempo in cui, secondo Don Abbondio, la comunità religiosa di Ternapò volgeva la propria attenzione, distraendosi “ereticamente”, su problemi poco ecclesiastici: la spazzatura, la vita amministrativa di Ternapò, gli extracomunitari, ecc
Ma con l’arrivo di Don Abbondio tutto questo (per fortuna!!) era finito.
Di comune accordo con la nuova amministrazione Illafà, si erano riprese tutte le antiche tradizioni religiose di Ternapò, con tanto di processioni, bombe, fuochi d’artificio e devoti silenti.
Anzi si era fatto di più!
Poiché il primo atto del sindaco era stato quello di ripristinare la tradizione d‘a bumma di menzannotti, antica usanza ternapese per scacciare gli incubi dai sogni dei bimbi (ma non ditelo alle mamme insonni!),Don Abbondio aveva chiesto ad Illafà di estendere le bummiate ai Santi principali del paese.

Illafà, che da vero democratico non voleva scontentare nessuno (figuriamoci i Santi), decise che ogni Santo avrebbe avuto la sua bummiata di devozione. Fu così che i ternapesi impararono il codice morse, grazie al quale quotidianamente riuscivano a decifrare, dalla durata delle bummiate (. _ / _ . _ ./ _ ./ ecc.), il nome del Santo del giorno.

Tornando al problema della scoperta vulnerabilità d’a Turri di Ternapò, Illafà per fare comprendere bene alla curia la gravità del problema, ordinò ai suoi fidi di acquistare tutte le copie di quella stampa clandestina che inondava, con un magma di maldicenze, Ternapò: l’avrebbe consegnato a Don Abbondio, che insieme a parroci, vice parroci, chierichetti, sacrestani e perpetue certamente avrebbero colto, studiando e pregando, l’aspetto “spirituale” del problema: trovando la soluzione giusta!

Dopo grandi discussioni ed approfondimenti, Don Abbondio ebbe l’Idea!
Chiamo Illafà e gli disse: il tuo scudo spaziale non “salverà” ‘a Turri di Ternapò! Ci vuole di più!
Ti ricordi di S. Vincenzo, il vecchio patrono di Ternapò, che i ternapesi abbandonarono, preferendogli S. Barbara (che in questa circostanza, invece, non era riuscita minimamente ad arginare il magma di maldicenze), quando non riuscì sconfiggere la peste?

Quella laica Turri è uno sfregio alla fede dei ternapesi per questo ti propongo di farlo diventare il Santuario di S. Vincenzo!
Poseremo sulla terrazza normanna una grande statua in bronzo di S. Vincenzo (che già Illafà immaginò, ma per poco, con uno sguardo fiero e i pugni poggiati sui fianchi) che, illuminata dal tuo “scudo spaziale”, con le braccia aperte veglierà e proteggerà, dalla collina, la serenità di Ternapò.

Così è deciso, così sarà fatto! Dissero insieme.

E fu così che a Ternapò S. Vincenzo tornò ad essere il Santo Patrono.se non altro, penso tra sè e sè Illafà soddisfatto, con questa svolta religiosa si darà la speranza di un nome “civile” ai nascituri maschi dei devoti ternapesi.

Il corrispondente da Ternapò

 


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 ternapò Riduci

UN MAGMA DI MALDICENZE A TERNAPO'

Senza 'A Turri cosa ne sarebbe stato di Ternapò e del proprio ridente paesaggio?

Era questo l'interrogativo angosciante che, dopo la lettura della nostra precedente cronaca, tormentava i pensieri dei ternapesi e tra questi, in primis, del proprio sindaco Illafà. Ad aggravare il tutto fu anche il "Magma", di notizie e maldicenze, arrivato improvvisamente, qualche giorno dopo le festività natalizie: tutto questo non era più sostenibile, erano necessarie misure urgenti e straordinarie...ma quali?

Era pacifico che, se fosse venuta meno la "calma" della premiata ditta Amantea & C. (che sebbene divenuti "imprenditori", come hanno rilevato gli inquirenti, sempre tipi "focosi e guerrafondai" erano rimasti), sarebbe stata messa a nudo la vulnerabilità d'a Turri, insostituibile emblema ternapese.

Fu così che Illafà si determinò a chiedere consiglio al Gran Reggente del Partito, il quale peraltro, tenendo sempre a cuore le sorti di Ternapò, era anche un esperto appassionato di "misure di difesa". Nell'incontro, dopo un'approfondita analisi dei fatti, non solo fu garantita al sindaco Illafà piena disponibilità e protezione, ma gli venne suggerita La Soluzione: realizzare uno scudo spaziale planetario per la protezione d'a Turri di Ternapò.

Per fare questo il Gran Reggente del Partito avrebbe chiamato un suo caro amico americano, prossimo alla pensione (che avrebbe trascorso noiosamente leggendo libri capovolti agli scolaretti del Wayoming), esperto in guerre difensive-preventive per la protezione interplanetaria dei grattaceli, il cui nome in codice (per motivi di sicurezza) era G.W.B....e sì che l'avrebbe convinto, pensò tra se e se il Gran Reggente, in fondo perché mai non sarebbe possibile, dopo un "calabrese" a capo della C.I.A., un americano a capo della difesa di Ternapò?

Illafà tuttavia, sebbene confortato, manteneva qualche piccola perplessità: "...e se attaccano 'a Turri mentre ancora lo scudo spaziale è in costruzione?". "Stai tranquillo", gli fu detto, "se sarà necessario metterò a protezione d'a Turri uno stormo di caccia-bombardieri...e tutto quello che servirà dalle Forze Armate per proteggere il ridente paesaggio di Ternapò"!

Tornato soddisfatto a Ternapò, Illafà chiese la convocazione urgente del Gran Consiglio, per l'approvazione del piano di difesa ideato, mettendo all'ordine del giorno un unico punto "Adozione di misure urgenti di prevenzione e protezione per la salute e la sicurezza di Ternapò e dei suoi abitanti".

In quella seduta del Gran Consiglio, la maggioranza ascoltò con stupore ed ammirazione l'illustrazione del progetto di difesa di Ternapò ideato da Illafà. Ma quanto il sindaco fini di parlare, subito il capo della sparuta opposizione, indignato, chiese la parola: "signor sindaco...noi siamo concordi ad adottare misure per tutelare la sicurezza ed il patrimonio di Ternapò...ma con quale copertura finanziaria copriremo il costo del Progetto di Difesa?...Il bilancio adottato non prevede alcun specifico capitolo di spesa...certamente si rischia di creare un pericolo di squilibrio economico-finanziario".

C'era stato un tempo, ormai lontano, in cui la "maggioranza" del Gran Consiglio considerava idealista e integralista l'opposizione (che agiva nelle piazze, con gli uomini sandwich, i megafoni...per essere, come si diceva allora, "lievito culturale" di Ternapò) e non ne ascoltava le proposte.

Oggi la nuova minoranza era diversa: abbandonato il rosso "irrequieto" della bandiera...aveva optato per un più pacato e moderato "tricolore"(pensa un po' che novità) e si poneva, nel panorama politico, come forza di opposizione...ma anche di governo. Tutto ciò le aveva dato credibilità e rispetto anche nell'assemblea cittadina di Ternapò, tanto che i membri della maggioranza erano soliti ascoltare con attenzione la voce della minoranza.

Pertanto il giorno della discussione del Piano di Difesa di Ternapò, durante l'intervento dell'opposizione, si avvertì un brusio; tra i banchi della maggioranza, si sussurrava:...e sì...effettivamente ha ragione...come faremo a pagare lo scudo spaziale?.

Il sindaco Illafà stranamente ascoltava tranquillo e serafico, con un mezzo sorriso sornione che faceva capolino sotto i baffi (altre volte, quasi sempre, dopo un intervento dell'opposizione lo si era visto diventare paonazzo e, sbavando, inveire contro...Carlo Marx, Nanni Moretti... e persino Garibaldi (perchè portava una camicia rossa)). Si alzò, prese in mano il microfono e indicando con il dito la minoranza, esclamò: "...avete messo il tricolore...ma siete rimasti i soliti comunisti di sempre. Comunisti e pessimisti. Io ho detto che acquisteremo lo scudo spaziale per proteggere 'a Turri di Ternapò...mica che lo pagheremo!!!!!"( e rise a gran voce).

A queste parole di Illafà, l'opposizione stizzita abbandonò l'aula, la maggioranza urlò con giubilo e alzandosi in piedi iniziò a fare la Ola.

Il segretario, che fino ad allora aveva seguito, un po' sonnecchiando, distrattamente il lavori dell'aula, alzò gli occhi e vedendo tutti i consiglieri rimasti in aula con le mani alzate così annotò:" Scudo spaziale per la difesa d'a Turri di Ternapò, l'opposizione si astiene abbandonando l'aula, la maggioranza approva compatta votando per alzata di mano".

                                                                                  Il corrispondente da Ternapò


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 Text/HTML Riduci

Che cosa è successo a Ternapò, paesino del tranquillo NordEst, durante le vacanze di Natale?
“Nenti”, dicono i ternapesi in stretto dialetto friulano.
Ma le cronache giornalistiche (raccolte fugacemente tra le riviste patinate dei barbieri per calvi di Palermo) dicono tutt’altro…
Ma queste sono le “male lingue” dice tranquillo e serafico il Sindaco Illafà, protetto e coccolato dal Sen. Sitirrò e dal reggente del Partito Lassaru, “meschinità, frutto della fantasia di chi ci vuole male”!
Infatti a ben vedere l’articolo pubblicato sulla rivista di gossip “S” porta la firma del Sig. Alfio Sciacca, nota penna trotzkista-maoista, corrispondente del CorSera (anch’esso noto quotidiano bolscevico-leninista).
…ma cosa deve succedere ancora per fare incazzare ed indignare i ternapesi?
…Forse che il Sig. Amantea “una mattina” calando “con un bazooka nelle mani” per farli “cacare addosso a tutti quanti”, si emozioni e anzicchè colpire Palazzo Alessi, centri in pieno, demolendola, ‘A Turri (che non ha neanche una gemella), lasciando un “vuoto” incolmabile nel ridente panorama di Ternapò.

“A mafia n'astuta u suli” scriveva anni fa Vincenzo Spampinato…intanto a Catania “astutanu i luci”…e tutti si nni futtunu.

il corrispondente da Ternapò-

Chi non avesse potuto leggere l'articolo di Alfio Sciacca sui fatti di Paternò (arresto dell'assessore Frisenna ed intercettazioni)
lo trova nei Documenti


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 forza mastro lindo Riduci

Paternò come Roma, perchè no! L'idea del sindaco Alemanno di risolvere il problema dell'integrazione dei rumeni affidando l'incarico a Ramona Badescu, apre nuove via alla politica italiana. Failla ha subito voluto imitare il camerata Gianni ed ha avanzato 3  proposte eccezionali:

a Litterio il compito di individuare misure contro la dispersione scolastica;
Doctor House ha la delega per i problemi dell'ospedale,
Mastro Lindo non ha ancora accettato di occuparsi della puizia cittadina, ma Sampei ha già visitato la piscina e convocato per domani la conferenza stampa con l'amministrazione ed i giornalisti.

 

 


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 novità a scuola Riduci

           Arrivano finalmente i primi tangibili cambiamenti per la scuola italiana. La nostra scuola comincia a colmare la distanza abissale che la separa dalla società contemporanea.
Una svolta estetica e morale. Basta con quell'immagine sciatta e trasandata che trasmetteva tutta la superficprofessore pre-gelminiialità dell'educazione post-sessantottina. Soprattutto basta con quesgli insegnanti dalle camicie malandate, giacche vistosamente consumate ai gomiti, cravatte dal nodo annerito e lucido.
Studenti ed insegnanti, di ogni ordine e grado, avranno un abbigliamento consono al loro ruolo.
Il ministero ha fatto le cose per bene, bandendo un concorso tra tutti gli stilisti italiani per vestire i nostri ragazzi e i docenti.
I bimbi della scuola dell'infanzia  e primaria avranno uno splendido grembiulino Armani Kids, composto e lineare. Il tradizionale fiocco è stato rivisitato dallo stilista applicandolo alla cintura, mentre il collettino alla coreana sarà segnato dai colori della bandiera.
Per le maestre, divisa Just Cavalli, pantaloni e camicia con striscia di leopardo al fianco. Secondo il ministero, il taglio austero ma aggressivo si addice alla maestra unica, vera "domatrice" in una classe di 30 bambini. A richiesta delle insegnanti si potrà avere il coordinato underwear, ma sarà a carico delle interessate.
Nulla è stato trascurato: nelle ore di educazione fisica, tuta ampia ai fianchi e stretta alle caviglie, vagamente cavallerizza, colore grigio palestra a chiazze mimetiche.
Scuola media: completi per ragazzini Alviero Martini, zainetto con classica stampa a carta geografica, ma in caratteri cirillici, dono di Putin. Le famiglie più legate alla tradizione, potranno acquistare completi con applicazioni delle carte geografiche tuttora in uso nelle scuole dei figli, peraltro già a brandelli.
Insegnanti della scuola media in completo Prada per gli uomini, Miu-Miu per le donne. Si è tenuto conto anche dell'eleganza delle cartelle in finta pelle proposte dai fornitori. Tocco di creatività nella cravatta maschile, prevista a strisce orizzontali con tastiera di pianoforte per i prof. di educazione musicale, regimental per quelli di inglese, unica tinta in blu acceso per gli altri. Il completo maschile è grigio scuro con tendenza al "gessato" nella zona delle tasche e dovunque si appoggerano le mani.
Per le superiori, ragazzi Calvin Klein e ragazze Hello Kitty. Per cercare di svecchiare l'immagine dei professori, vestito Hugo Boss, con camicia bianca. Unica concessione ai gusti un pò da vecchia sinistra, il Montgomery, ma modello Richmond.
Professoresse con tailleur Versace, accessori Furla (Carpisa per le neo-assunte). Eccezioni: nelle scuole di montagna, Marlboro Classic per tutti.
  Al più presto arriveranno le divise per i bidelli ed i presidi..


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 le urgenze della scuola Riduci

Il governo ha affrontato il tema della scuola approvando un decreto legge, il 137 dell'1/9/2008. Il decreto legge è un provvedimento che ha efficacia immediata, anche se poi deve essere convertito in legge dal parlamento, e si usa quindi per le materie particolamrnte urgenti. In questo caso però nulla di quanto è scritto nel decreto è davvero urgente, nulla può avere immediata efficacia, il decreto è motivato solo dalla volontà della ministra Gelmini di avere una vetrina mediatica e far parlare di sè sui giornali. Nel contenuto, poi, i provvedimenti contenuti nel decreto non rispondono affatto ai bisogni della scuola, non incidono sulla qualità del nostro sistema educativo, anzi testimoniano bene l'approsimazione e la superficialità con cui ministro e governo si occupano di questo argomento.
L'art. 1 si occupa di "Cittadinanza e Costituzione", prevede semplicemente di effettuare azioni di sensibilizzazione e formazione sul tema di "cittadina
nza e costituzione" verso il personale scolastica. Nessuna novità didattica, nessuna introduzione dell'educazione civica, NESSUNA URGENZA.
L'art. 2, uno dei più discussi, prevede che il voto in condotta possa determinare, se inferiore a 6, la bocciatura dell'alunno. Ma, attenzione, "con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravita' del comportamento al voto insufficiente, nonchè  eventuali modalità applicative del presente articolo." Quindi, nessuna applicabilità immediata, e l'urgenza? Ci sarebbe poi molto da discutere sul fatto che lo spauracchio del 5 in condotta sia davvero una mossa utile contro il bullismo, o possa migliorare la qualità della vita soclastica.
L'art. 3 riguarda la valutazione, e introduce il voto in numeri decimali in ogni ordine di scuola. Una misura semplicemente stupida. Infatti asseconda l'esigenza del nostro mondo di fissare graduatorie, misurare, quantificare, anche se poi si tratta della mente di giovani e bambini. Gli insegnanti oggi si sforzano sempre più di valutare e competenze degli alunni, il complesso delle loro capacità intellettuali e operative. Ridurre tutto questo ad un numero è molto triste. In ogni caso, "Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti e sono stabilite eventuali ulteriori modalita' applicative del presente articolo." Anche questo articolo non è operativo, alla faccia dell'urgenza e del decreto.
L'art. 4 contiene l'ormai celebre disposizione di introduzione del maestro unico. Non voglio aggiungere nulla sull'inutilità del provvedimento, che non ha alcuna motivazione, dato che l'esperienza del modulo di insegnanti ha dato ottimi risultati migliorando ulteriormente la qualità della nostra scuola primaria, già eccellente. Ma questa novità, ha spiegato la Gelmini, entrerà in vigore l'anno prossimo. E l'urgenza?

Tutti veri problemi della scuola, quelli strutturali, quelli che riguardano l'ordinamento didattico, le troppe materie, i troppi indirizzi, la dispersione, la formazione professionali, non appaiono nè urgenti nè gravi al nostro governo. La riduzione dell'organico e di titoli sui giornali, quelli invece interessano più d'ogni cosa Gelmini & company. Nel nostro piccolo, cercheremo di insegnare ai nostri alunni come si pensa, come si impara, come si diventa cittadini, come si distinguono politici e governanti seri da buffoni.


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